Archivi tag: vintage

Il saper vivere di Donna Letizia: consigli utili per Natale

Donna Letizia. Come comportarsi a Natale e nelle altre occasioni di festeggiamento? Scopriamolo insieme, con un pizzico di ironia. Chi segue Csaba Dalla Zorza in televisione sicuramente l’ha sentita nominare, in ogni puntata c’è un “Donna Letizia direbbe…Donna Letizia suggerirebbe…”. Ma chi è Donna Letizia? Ho scelto di parlarvi di lei per l’Avventolibroso21, una bella iniziativa cui sto partecipando, organizzata da Readbookswith Mar, che ringrazio. Perché l’ho scelta? Perché penso che alcuni consigli siano utili anche per noi, visto che tra qualche giorno ospiteremo qualcuno o saremo ospiti per Natale. Seguitemi nella lettura e quest’anno saremo impeccabili: parola di Colette Rosselli.

Il saper vivere

In questo momento, il vintage mi sta appassionando particolarmente. Come sapete, nel BookClubPeC stiamo leggendo Liala, mentre oggi vi parlo di Colette Cacciapuoti Rosselli. Quest’ultima è stata una scrittrice, illustratrice e pittrice italiana e, come Liala, teneva una  rubrica seguitissima di bon ton, Il saper vivere, prima su Grazia e poi su Gente. Per Liala, invece, fu addirittura creata una rivista, Le Confidenze di Liala, oggi solo Confidenze, dove lei stessa dava consigli alle lettrici. 

Il galateo di Donna Letizia

Donna Letizia era la potenza suprema del galateo. A lei si affidavano milioni di lettrici italiane per non sbagliare un colpo in ogni aspetto della vita sociale. Il saper vivere è un compendio che viene pubblicato ancora oggi da Mondadori ed è considerato una sorta di bibbia, perché al netto di alcune accortezze oggi ormai superate, rimane una buona guida da seguire nei momenti di incertezza. Donna Letizia spazia veramente in tutti i campi della vita privata, dal battesimo al lutto, passando per fidanzamento, matrimonio, inviti, viaggi, corrispondenza e chi più ne ha più ne metta. Curiosamente, manca del tutto la parte relativa al bon ton da tenere sul posto di lavoro. Ma forse, non era la donna lavoratrice il suo target. Oggi mi limito a darvi qualche indicazione sugli aspetti delle festività natalizie che ci preoccupano terribilmente. Sì, confessiamolo, anche chi vive nella modernità più spinta, di fronte alla tovaglia e ai regali, un attimo di tentennamento ce l’ha. Siete d’accordo? E allora proprio di questo vorrei parlarvi: la tavola e i regali. Come comportarsi a Natale e nelle altre occasioni di festeggiamento? Scopriamolo insieme.

Partiamo dalla tavola

Ma ancora prima, partiamo dall’invito. Se ci hanno invitato a pranzo o cena, dobbiamo presentarci all’ora esatta indicata, è consentito solo un ritardo di qualche minuto. “La padrona di casa sarà già in salotto quando arriverà il primo ospite”.

La tavola

Se avete organizzato un pranzo, la tavola deve essere guarnita di fiori. “Centri da tavola, candelabri, zuppiere antiche sono più indicate la sera”. Il formaggio non va mai servito la sera, mentre il caffè si serve in salotto. A mano a mano che gli ospiti arrivano, la padrona di casa serve gli aperitivi. Che devono essere moderati, “dovrebbero, in teoria, stuzzicare l’aperitivo, ma in realtà lo addormentano, a detrimento del pasto che segue”. Quando gli ospiti saranno tutti arrivati, ci si può accomodare a tavola. Già, ma come? 

Segnaposti e posti a tavola

Se gli ospiti sono più di sei, è meglio posizionare dei cartellini segnaposti con i nomi degli invitati. I padroni di casa siedono uno di fronte all’altra, la padrona di casa avrà l’invitato più anziano e più importante alla sua destra, alla sua sinistra quello che lo segue immediatamente in anzianità e importanza. Stessa cosa, il padrone di casa, con l’invitata più importante e quella che la segue immediatamente, nella stessa disposizione. “I celibi e le persone di famiglia vanno messi nei posti più lontani dai padroni di casa. Ma è ovvio che non si metterà in fondo alla tavola la suocera o qualche parente anziana”. Ai pranzi di famiglia i ragazzi siedono in fondo alla tavola. Se sono presenti quattro suoceri, il padrone di casa avrà alla destra la suocera e alla sinistra la madre, stessa cosa la moglie. Se chi invita è celibe, il posto della padrona di casa, di fronte a sé, sarà preso dalla signora che intende onorare.

L’apparecchiatura

Le posate vanno sempre messe ai lati dei piatti, secondo l’ordine in cui verranno usate. Le più lontane dal piatto sono quelle da usare per prime. Coltello, con la lama rivolta verso il piatto, e cucchiaio alla destra, alla sinistra le forchette. Le posate da dessert vengono poste orizzontalmente, davanti al piatto: forchettina con i rebbi a destra, coltello o cucchiaino con lama a sinistra. I bicchieri saranno due, da acqua il più grande e da vino, alla destra del piatto in quest’ordine. Se ci sono due vini, uno rosso e uno bianco, per il rosso si userà un bicchiere medio e per il vino bianco uno più piccolo e verranno posizionati in questo ordine. Per ultimo, l’eventuale bicchiere per il vino da dessert, o la coppa, se viene servito spumante o champagne.

I vini

I vini ordinari possono essere serviti nella caraffa. I vini pregiati, invece, devono essere lasciati nelle loro bottiglie, come l’acqua minerale. Lo champagne deve essere ghiacciato e aperto solo al momento di servirlo. Il vino bianco verrà servito fresco se dolce e ghiacciato se secco, i vini rossi alla stessa temperatura della casa. Senza complicarci la vita inutilmente con i vari abbinamenti vini-pietanze, ricordiamo solo la regola aurea: bianco con il pesce, rosso con la carne.

I dilemmi

Anche se abbiamo fatto tutto bene, al momento X, cioè quello di sedersi a tavola, ecco che i dubbi cominciano ad attanagliarci e quella maglia sul collo ci sembra più stretta di quanto non fosse fino a un momento prima. Ma non preoccupatevi, c’è Donna Letizia a salvarci dall’imbarazzo! Ecco qualche pillola di saggezza, che verrà in soccorso anche dei più distratti.

I gomiti e le mani

“I gomiti devono sempre essere accostati al corpo e le mani, nei momenti in cui non maneggiano posate, non vanno mai abbandonate in grembo. Non agitatele sotto al naso del vicino di tavola, nel corso di una discussione, e non invadete la sua zona con gesti bruschi e sgraziati che possano disturbarlo mentre mangia”.

Il coltello

“Il coltello deve essere tenuto nella destra senza che l’indice oltrepassi il manico e tocchi la lama. Tenere il coltello come una penna stilografica è maleducazione. Il coltello non deve mai essere portato alla bocca (ma occorre dirlo?), né adoperato per tagliare uova, verdure, patate e, soprattutto, il pesce per il quale esistono apposite posate”.

Il cucchiaio e la minestra

La minestra è una di quelle portate che personalmente eviterei, ma Donna Letizia ha suggerimenti anche per chi è così temerario da servirla: “il cucchiaio viene introdotto di punta in bocca. Ma ciò non vuol dire, beninteso, che lo si debba inghiottire fino al manico. E’ tollerato che arrivati agli ultimi cucchiai di minestra, si sollevi appena il piatto, inclinandolo verso il centro della tavola. Assolutamente proibito, invece, soffiare sulla minestra per raffreddarla.”

La forchetta

“La forchetta si tiene con le punte in su quando è nella destra. Quando è nella sinistra, con il coltello nella destra, la forchetta ha le punte in giù”. Il passaggio che segue è fondamentale, perché lo sbagliano praticamente tutti. “Quando si interrompe il pasto per conversare, si incrociano le posate, col manico sul bordo: non devono mai toccare la tovaglia. Alla fine, vanno appoggiate sul piatto perpendicolarmente all’orlo della tavola, con i manici verso il commensale”.

Il bicchiere

“Si beve a piccoli sorsi. Le signore badano a non lasciare sbavature di rossetto sui bordi, e soprattutto non arricciano il mignolo a coda di volpino. Posato il bicchiere ci si asciuga leggermente la bocca. Anche in questa circostanza, le signore fanno in modo di non stampare le labbra sul tovagliolo. Non si alza mai il bicchiere verso chi ci sta versando da bere. Non lo si copre con la mano per rifiutare: basterà un lieve cenno negativo.”

Il tovagliolo

“Lo si spiega parzialmente, ottenendo una striscia lunga che viene distesa sulle ginocchia. Non lo si ripiega mai a fine pasto, ma lo si posa alla sinistra del piatto al momento di alzarsi.”

Il pane e i grissini

Non si taglia mai il pane col coltello. Si spezza,  mano a mano, ogni boccone, possibilmente con la sola sinistra.  Questo vale anche per i grissini. Non si sbriciola il pane sulla tovaglia, non si gioca con la mollica, non si riduce il proprio posto come il piancito di un pollaio. Se, per qualche ragione, non si desidera mangiare la mollica, la si toglie pulitamente mettendola da parte. Mai nel piatto in cui si mangia.”

La salsa nel piatto 

La famosa scarpetta, si fa o non si fa?  Di regola, no. “Solo in famiglia è ammesso raccoglierla con dei pezzetti di pane, purché ci si serva della forchetta e non delle dita, e purché, procedendo a questa operazione, non ci si comporti come se si passasse lo spazzolone della cera su un pavimento.”

Il formaggio

Pentitevi voi che avete sempre usato la forchetta. “Normalmente lo si mangia col solo coltello. Se ne taglia un pezzetto, lo si appoggia con il coltello su un bocconcino di pane e si porta tutto alla bocca”. C’è speranza solo se mangiate certi formaggi “come la ricotta, il mascarpone, e alcune specialità francesi, più somiglianti a dessert che a formaggio”.

Il dolce

“Il dolce si mangia con la forchetta se è solido, con il cucchiaio se è liquido. Nell’incertezza, meglio preferire la forchetta. In caso di necessità, ci si può servire di tutt’e due le posate, per spingere con la forchetta i pezzetti di dolce nel cucchiaio”.

La frutta

La frutta è complicatissima, io proporrei di saltarla a piè pari. Sentite questa: “non si sceglie, si prende quella pera o il grappolo d’uva più a portata di mano. Pere, mele e pesche devono essere tagliate in due o quattro sezioni: ognuna di queste viene infilata nella forchetta e sbucciata col coltello. i semi d’arancia, i noccioli di ciliegia, di prugna, ecc. devono essere sputati nella mano chiusa a cartoccio e deposti nel piatto. I noccioli della frutta cotta, invece, vengono sputati nel cucchiaio o forchetta, appoggiata contro le labbra, e deposti sul bordo del piatto. Le banane devono essere sbucciate con le dita e il coltello. Si mangiano con la forchetta. L’uva viene presentata a piccoli grappoli, in modo da evitare a chi si serve la difficile operazione di dividere in due un grappolo troppo grosso”. L’arancia è un altro dramma. “Si sbuccia col coltello, tenendo il frutto nella mano sinistra. Se l’arancia si presenta ‘facile’ gli spicchi vengono portati alla bocca con le dita. Se l’arancia è molto sugosa e matura la si mangia con la forchetta e il coltello”.

Lo stuzzicadenti

“L’uso degli stuzzicadenti è proibito alle signore, e sconsigliabile agli uomini. Se non sono in tavola non si devono mai richiedere. Se ci sono, si adoperano solo in caso di assoluta necessità: in ogni modo, se ne fa uso con discrezione, cercando di evitare smorfie, ma anche senza coprirsi con ostentazione la bocca.”

I regali

Sui regali, bisogna spendere qualche parola. Per quanto mi riguarda, provo costantemente la tentazione di rinunciare, soprattutto quando, e succede quasi sempre, mi riduco all’ultimo minuto. Cosa scegliere? E piacerà? E quelli che fanno a me? Riuscirò a trattenere una smorfia di delusione? Anche qui, Donna Letizia ci viene in soccorso.

Se devi scegliere un regalo

“Deve tener conto delle preferenze di chi lo riceve. Se il donatore manca di competenza farà bene a non avventurarsi da solo nei negozi: preghi piuttosto un’amica di gusto sicuro di accompagnarlo e di aiutarlo con i suoi consigli”. Donna Letizia poi prosegue: scegliete i regali con tatto, niente di costoso a un amico ricco e niente cianfrusaglie a un’amica modesta, entrambi reagirebbero con imbarazzo. I regali non devono dare “messaggi” che mettano chi li riceve in una brutta posizione. Mai fare regali a un superiore sul posto di lavoro (brutta abitudine che oggi, invece, abbiamo) e mai ringraziare con un regalo la persona che ci ha fatto un favore. E ai ragazzi? “Nulla deprime di più i ragazzi che i regali utili: calzini, fazzoletti, guanti, vengono accettati con disappunto. Le bambine, invece, gradiscono tutto ciò che fa parte dell’abbigliamento”.

Se ricevi un regalo

Come si comporta la persona che riceve un dono? “Svolge subito il pacco e ringrazia calorosamente. Se invece del costoso profumo che si aspettava, la signora si ritrova con una scatola di marron glacés saprà dominarsi ed esclamare: ‘ma come ha fatto a indovinare che sono così golosa?’ Attenzione, però: non sempre il pacco deve essere aperto subito. Quando non tutti gli invitati si sono presentati con un regalo, per esempio, “ci si dovrà limitare a ringraziare in sordina il donatore, aggiungendo che si aprirà il pacco non appena possibile”, altrimenti profondersi in esclamazioni di gioia suonerebbe come un rimprovero a chi si è presentato a mani vuote. E poi, ricordatevi quello che dice Marie Kondo: il regalo esaurisce la sua funzione nel momento in cui ringraziate per averlo ricevuto, siamo tutti autorizzati a farne quello che vogliamo.

Leggi anche:

L’Albero di Natale di pane, scenografico e buonissimo!

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Liala per il book club di Novembre. Leggi con noi?

E’ Liala la protagonista del BookcClubPec di Novembre. E allora, cominciamo a parlare di questa scrittrice italiana, la decana di tutte le scrittrici romance. Lo facciamo partendo da un documentario della Rai che ha inaugurato proprio con Liala la nuova stagione de Il segno delle donne. In tv, Liala è stata interpretata da Giuliana De Sio e la somiglianza tra le due è davvero impressionante!

Liala

Amalia Liana Negretti Odescalchi ha scelto il più facile Liala come pseudonimo grazie a Gabriele D’Annunzio. Gliel’aveva fatto conoscere il suo editore, Arnoldo Mondadori, con il quale aveva appena pubblicato il suo primo libro, Signorsì. Mai pseudonimo fu più azzeccato. D’Annunzio, infatti, riteneva che nel nome dovesse celarsi il termine “ala”. Perché? Perché il grande amore di Liala fu un ufficiale della Regia Aeronautica, morto precocemente in un incidente aereo. Anche se oggi qualcuno mette in dubbio questa storia, ritenendola un po’ romanzata e sfruttata ad arte da Liala per arricchire la biografia. Comunque sia, gli amori di Liala, ufficiali e non, furono tutti militari, tanto che un militare è sempre presente in ogni storia da lei scritta.

I libri che stiamo leggendo

Per ora, i romanzi che stiamo leggendo nel bookclub sono tre: Trasparenze di pizzi antichi del 1948, Passione lontana del 1955 e L’addormentato cuore del 1962. Guardate le copertine, non sono bellissime? Se anche voi avete un romanzo di Liala in casa e volete leggerlo con noi, scrivetemi nei commenti il titolo e lo aggiungiamo.

LIALA-PASSIONE-LONTANA-CINO-DEL-DUCA trasparenze di pizzi antichi Liala addormentato cuore book club

Le trame

Trasparenze di pizzi antichi

La giovane e bellissima Yvelise posa come modella di un nudo per pittori famosi, come il conte Antonello Drago, il quale però la considera un oggetto senz’anima buono solo per venir ritratto. Quando si tratterà di scegliere tra due uomini che l’amano entrambi, anche se di diverso amore, Yvelise potrà dimostrare tutta la sua capacità di sentimento.

Passione lontana 

Giulietta, allieva del Teatro alla Scala, è pronta per una brillante carriera di prima ballerina, ma l’amore per Vik Gildas, prestigioso giocatore di calcio, avrà la meglio sui suoi sogni d’ambizione. Vik è legato al ricordo di una donna da lui mai dimenticata, morta in circostanze misteriose….

L’addormentato cuore

Adolfo e Ulrico Brea, fratelli, sono proprietari di un grande albergo a Nizza. Adolfo si è innamorato di Désirée, una drogata che lo sta portando su quella strada. Ospite dei Brea vi è Soledad, la cugina spagnola, che capisce il pericolo che corre Adolfo e sarà la sola capace di aiutarlo. 

Che ne dite? Vi piacciono i titoli che abbiamo scelto? Per ora iniziamo a leggere, vi do appuntamento alla prossima settimana con la prima analisi, le ambientazioni di Liala.

Buona lettura!

Leggi anche:

Per il Book Club PeC leggiamo: Liala

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Per il Book Club PeC leggiamo: Liala

Liala è la protagonista del prossimo appuntamento con il Book Club PeC, probabilmente l’ultimo dell’anno perché poi entriamo in atmosfera natalizia e dindondan. Perché proprio Liala? Intanto, perché dopo essere andati a zonzo per Stati Uniti, Asia e Inghilterra, ci fermiamo per un momento in Italia prima di ripartire. Poi, perché qualche giorno fa è andato in onda un documentario super interessante che le rende giustizia. Finalmente, direi! Poi, perché…voglio sapere che ne pensate voi e vi propongo un piccolo esperimento.

Il titolo lo decidete voi

Stavolta, ognuno potrà leggere il titolo che preferisce. Liala è abbastanza facile da trovare, nelle case e al mercatino, ma è inutile perdere troppo tempo con un romanzo preciso. Meglio una panoramica su di lei, come ha fatto il documentario. E proprio da lì partiremo. Voi, intanto, procuratevi uno dei suoi romanzi e scrivetemi nei commenti quale avete scelto. Intanto, io vi dico qualcosa sul documentario, per iniziare a conoscere questa storica e famosissima scrittrice italiana. Alla prossima settimana con altre curiosità su Liala e il primo dibattito!

Il documentario 

Autrice di oltre 80 libri che solo in Italia hanno venduto più di 10 milioni di copie, è stata una delle scrittrici più apprezzate del suo tempo. Amalia Liana Cambiasi Negretti, in arte Liala – alla quale dà voce e volto Giuliana De Sio nella conversazione “impossibile” con Elena Stancanelli – è la protagonista de “Il segno delle donne”, la coproduzione Rai Storia – Anele, che Rai Cultura propone su Rai Storia.
Giuliana De Sio fa rivivere il carattere e la personalità della scrittrice rispondendo alle domande di Elena Stancanelli con parole realmente usate da Liala in lettere, diari, colloqui con giornalisti e discorsi pubblici, portati alla luce dagli autori, con la consulenza della storica Silvia Salvatici. 
Per ripercorrere le tappe della sua vita e della sua carriera, il racconto propone immagini inedite, filmati di repertorio e interviste a testimoni illustri, come la nipote Donata Bellani, lo scrittore Tony Golia, il saggista e drammaturgo Luca Scarlini e la linguista Patrizia Violi.

Vi ho incuriosito? La prossima settimana inizieremo a guardare insieme il documentario. Per ora, fatemi sapere nei commenti, quale romanzo avete scelto?

Vuoi partecipare? 

Sei capitato qui per caso, ma vorresti saperne di più? Se anche tu vuoi partecipare al Book Club PeC leggi qui come farlo. Unico requisito: tanta voglia di leggere.

A.A.A. cercasi lettori per Club di lettura P&C. Ecco come partecipare!

Il trucco di Catherine Judd, in amore tutto è lecito

Il trucco di Catherine Judd. Dovete sapere che ogni tanto passo davanti a un’edicola che mette in bella mostra libri usati e vintage. Ovviamente io sto via via facendo scendere il numero dei romanzi a disposizione. Anche perché ho capito che questa collana I nuovi bestsellers Harlequin fa proprio al caso mio. Mentre leggevo Cime tempestose per il bookclubPeC, e quindi con lettura attiva e concentratissima, ogni tanto sentivo l’esigenza di svagarmi con qualcosa di più leggero. E devo dire che Catherine Judd è capitata proprio al momento giusto e nel posto giusto.

Trama

Allie vuole cambiare vita. Lavora in una casa editrice e da anni aiuta un noto scrittore nelle ricerche che precedono la stesura dei suoi romanzi. Ha diviso con lui rischi e avventure. Lo ama. Ma Josh la considera solo un’amica. Perciò, quando un dentista di Charleston le offre la tranquilla, agiata vita familiare che lei desidera, Allie accetta e decide di lasciare New York. Ma Josh, che sta preparando un libro sulla misteriosa scomparsa di un’attrice del passato, scopre di non poter lavorare – né vivere – senza di lei. E per fermarla, non esita a servirsi dei trucchi più fantasiosi. Solo che non è l’unico a sapersi servire di trucchi…

I protagonisti non sono carini, di più

Intanto, dico subito che i due protagonisti non sono carini, di più. Finalmente una coppia che non fa dello scontro la sua cifra stilistica. Non che non litighino eh, intendiamoci, ma si sentono subito in colpa e sono pronti a fare pace in un nanosecondo. Poi, i loro dialoghi sono scoppiettanti, la vita che conducono dinamica, il lavoro interessante. Insomma, per 300 e rotte pagine non ci si annoia mai.

L’attenzione rimane sempre alta

Catherine Judd, infatti, è brava a miscelare la parte romance con quella suspense, perché per tutto il romanzo i due cercano una coppia del passato, lui Sid Calendro, gangster, lei, Lena Lorne, ex attrice, entrambi scomparsi misteriosamente quarant’anni prima. Saranno ancora vivi? Il tempo trascorso non ha come al solito acquietato tutto, perché un mafioso e l’fbi continuano a cercarli. E vogliono sfruttare Josh e Allie per i loro scopi. Mettendoli anche in pericolo, ovviamente. Quindi, l’attenzione del lettore rimane sempre alta, un po’ per sapere se i due sono ancora vivi dopo tutto questo tempo, un po’ per capire come andrà a finire tra Allie e Josh. Anche lui è innamorato di lei? O la considera veramente solo un’amica? Chissà, questo ve lo lascio scoprire.

Promosso a pieni voti

Per ora vi dico che se vi piacciono i romance con un pizzico di avventura, prendetelo casomai riusciste a trovarlo. Nel frattempo la scrittrice ha cambiato nome, Catherine Judd era lo pseudonimo di Kathy Marks. Non ho rintracciato molti titoli al suo attivo ed è un peccato, perché la trovo proprio brava. E il romanzo, ovviamente, è promosso a pieni voti.

Leggi anche, nella stessa collana: 

La confessione – JoAnn Ross

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Un giorno d’aprile, di Mary Lynn Baxter

Mary Lynn Baxter e la sua copertina gialla mi occhieggiavano da qualche giorno dalla vetrina di un’edicola, nella sezione usati. Alla fine ho ceduto e l’ho portata a casa. Il romanzo è del 1992 e sono andata un po’ al buio, troppo datato per trovare commenti. Alla fine, non mi è dispiaciuto. E ora vi dico perché.

Trama

Beth ha solo diciassette anni quando vanno in fumo tutti i suoi sogni e si vede costretta a fuggire da Zach, colui che ama pazzamente. Con il trascorrere degli anni, lei si trasforma in una donna di successo ,sicura di sé, ma nel suo cuore c’è sempre posto per un solo uomo, Zach. Forse perché un dolce segreto, di cui lui è all’ oscuro, rende questo amore ancora più profondo e li unisce in maniera indissolubile?

I colpi della vita 

Mary Lynn Baxter è un’autrice esperta, che ha scritto più di cinquanta romanzi. La padronanza si vede subito, la storia scorre con i colpi di scena al punto giusto e una scansione temporale senza cedimenti. I personaggi sono coerenti con la storia e con il loro percorso di vita. Beth e Zach sono una bella coppia, destinati a stare insieme fin dall’infanzia. I colpi della vita, però, li colpiscono con violenza e anche la migliore e la più forte delle coppie non potrebbe sopravvivere. Almeno in prima battuta.

A testa alta

Ecco, è così che leggo la storia che Mary Lynn Baxter ci ha voluto raccontare. Forse, quello che succede a Beth potrebbe sembrare esagerato, perché se andiamo a mettere in fila tutto quello che le capita dai diciassette ai trentaquattro anni, ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Non sempre, però, tutto fila liscio nella vita e malattie e incidenti di percorso potrebbero accadere a tutti. Anche se le disgrazie peggiori sono appannaggio di Beth, non è che Zach o gli altri personaggi in fondo siano messi meglio! L’importante, però, è affrontare tutto a testa alta e in questo entrambi mostrano una solidità e una tenuta morale che mi sono piaciuti. Entrambi sono in grado di guidare famiglia e carriera con polso deciso e questo, alla lunga, vince sempre. 

Mary Lynn Baxter mi ha convinto, credo che leggerò altro di lei. E ve la consiglio per una lettura piacevole e leggera. Voi la conoscete? Avete letto altro di quest’autrice statunitense? 

“Ti ricordi la prima volta che ci siamo incontrati?”

“Incontrati? Io pensavo che fossimo stati insieme fin dalla nascita.”

Era un giorno d’aprile, vero?”

Leggi anche: 

Anne Mather e il castello di Darkwater

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"